PADRONI DEL NOSTRO DESTINO



Cos’è il tempo e come ci relazioniamo con esso? Da cosa, o chi, dipende il suo scorrere inevitabile? Secondo le antiche concezioni del mondo preesistenti ai tre monoteismi, lo scorrere del tempo è rappresentato in modo ciclico. Gli antichi, osservando il mondo, ritennero che lo stesso fosse caratterizzato da alcune costanti: per esempio l’alternanza delle stagioni o il ripetersi dei fenomeni, come il sorgere ed il tramontare del sole. Da ciò dedussero che la storia, cioè lo scorrere del tempo, fosse caratterizzato da numerose ripetizioni, non avendo né principio né fine. Basti pensare alla dottrina delle quattro età di Esiodo (Oro, Argento, Bronzo, Ferro) o a quella dei quattro Yuga della religione induista. Questa concezione permetteva all’uomo di non esaltarsi eccessivamente nei periodi positivi, sapendo che prima o poi sarebbero arrivati i tempi bui, ma anche di non abbattersi durante quest’ultimi, perché sarebbero comunque giunti alla fine, sostituiti da tempi d’oro.
In seguito, con il diffondersi delle religioni monoteiste, sarebbe prevalsa una diversa concezione del tempo, quella lineare. In questo caso, la storia ha un inizio ed una fine precisi; anzi, la storia stessa è giudicata in modo negativo ed il mondo rappresentato come “una valle di lacrime”. Basti pensare alla narrazione biblica. In principio c’era il

 

 

 

HANS VON SEECKT, O LE UOVA DEL DRAGO

 

È questa un'ora cruciale per il corpo ufficiali della Reichswehr.

Il suo comportamento nell'immediato futuro determinerà se

il corpo ufficiali potrà mantenere la guida del nuovo esercito.

 


Abituati alle figure mitiche e un po' fuori dagli schemi come quelle di Junger, La Rochelle o von Salomon, può risultare strano porre lo sguardo su quella del generale Johannes Friedrich Leopold von Seeckt, detto Hans, senza un po' di sufficienza, che potrebbe superficialmente accentuarsi pensando al rapporto ambivalente e in molti casi conflittuale che Hitler ebbe con la casta dei militari.
Stiamo parlando tuttavia di un ufficiale eccezionalmente colto e intelligente che fu protagonista nella Prima guerra mondiale e successivamente fu l'autore principale di quella ricostruzione della Reichswehr basata su una massa ristretta (100.000 uomini) di quadri sottufficiali e su una struttura leggera e flessibile che, sotto certi aspetti, dovrebbe essere il riferimento e il modello metaforico di chi voglia realizzare un'analoga ricostruzione nell'ambito politico. Questo avendo ovviamente chiaro che al momento l'analogia, se non si vuole sconfinare nel grotteswco, finisce lì, ma rimanda anche a situazioni non dissimili, come quella vissuta da Lenin nel tentativo di

 

 

 

LA MANO DI GLORIA

 

 

 

 

 

 

 

PER UN RITORNO ALLA MISTICA FASCISTA

 

A volte navigando in Rete sembra di essere tornati agli anni Venti. Basta dare un’occhiata veloce su Facebook e si è immediatamente inondati da immagini del Duce, croci celtiche, rune e similia. Migliaia di utenti che si dichiarano fascisti ed inneggiano a Benito Mussolini. Ma siamo proprio sicuri che queste persone siano realmente fasciste e non piuttosto che si sentano solamente tali? Se prendiamo l’esempio storico degli squadristi, dei combattenti della Repubblica Sociale o dei valorosi ragazzi francesi che hanno continuato a difendere Berlino anche dopo la morte dell’Imperatore, non possiamo che guardare con disappunto a chi oggi utilizza questa etichetta. Detto questo, noi militanti politici, in pieno XXI secolo dell’era volgare, cosa possiamo fare per tentare quanto meno di essere fascisti, cercando di avvicinarci il più possibile alle eroiche figure prima indicate?

 

 

 

 

FEDERICO II STUPOR MUNDI